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martedì 16 giugno 2015

San Martino: scopriamo il team basket

A poche ore dal torneo "San Giovanni Paolo II", passiamo ai raggi X il team basket della San Martino. Il gruppo rappresenta la sezione più giovane dell'associazione, essendo nato esattamente un anno fa in occasione dell'edizione 2014.



Lorenzo Beltrami
Il Westbrook di Cilavegna promette grandi cose grazie a velocità, energia e sfacciataggine. Croce e delizia di coach M.Grossi, Lorenzo dovrà ripassare gli appunti di tattica presi durante l'anno. All'esame di maturità arriva con qualche debito (difesa e gioco di squadra), ma siamo certi che possa puntare alla lode.

Simone Bertoli
Il presidente giocatore si presenta in ottima forma fisica e determinato a vincere: <<Essendo io in campo, se la squadra non va mi basterà un cenno della mano per esonerare il mister>>. Resta un rebus il suo impiego in campo: ala o pivot? Servono centimetri là sotto, ma il ragazzo tramite il suo procuratore ha già fatto sapere di non gradire l'impiego sotto il ferro.

Daniele Celada
In un ruolo come il playmaker, servono persone disposte a tutto: <<Sono mesi che corro tutti i giorni, bevo solo cedrata e faccio pesi. Questo torneo per me è tutto>> ha dichiarato Daniele. Su di lui, come sempre, grandi aspettative: dove tirare come Curry e passare come Stockton, altrimenti il suo ruolo di DS verrà messo in discussione. Dalla presidenza arrivano segnali confortanti: #Danielestaisereno è il recente tweet di Bertoli.

Francesca Grossi
Chi fa da sè fa per tre, è il motto della sorella Grossi più piccola, ma anche più saggia: <<I miei due fratelli pensano solo a mangiare e vedere film. Io invece mi sono allenata duramente e ho seguito una dieta ferrea. Al torneo spero in un quintetto tutto femminile>>. La polemica in famiglia rischia di minare lo spogliatoio, oppure darà la carica al gruppo?

Luca Carbonino
L'ingegnere calcola sapientemente ogni traiettoria e mette dentro canestri per altri impossibili. Il rovescio della medaglia? A volte sono davvero impossibili. Luca si avventura abitualmente in tripli avvitamenti incrociati con penetrazioni in mezzo a quattro avversari. Al torneo sarà chiamato a giocare semplice, difendere sul perimetro e attaccare il ferro con saggezza.

Giulia Rocco
Most improved player of the year, Giulia ha fatto grandi progressi nell'ultimo anno. Scelta al secondo giro del draft 2014, la timida universitaria si è trasformata in Uma Thurman versione Kill Bill grazie alla cura del nuovo allenatore. Tecnicamente ha ancora margini di miglioramento, ma in campo mette già rimbalzi, difesa e sportellate. Se non si perde tra algoritmi e amnesie può essere un crack, almeno per le ossa avversarie.

Clara Rosasco
Pallavolista da sempre, la prima delle sorelle Rosasco da un anno si è buttata a capofitto sulla palla a spicchi: <<Tutte le sere mi esercito in camera nei movimenti suggeriti dal mister e studio gli schemi. Pensavo di lasciare l'università, perché non riesco a conciliare le due cose>>. Sempre sorridente, la new entry del team illude gli avversari con i suoi modi cortesi, salvo poi colpire duro in mischia. Lei si scusa sempre, ma i barellieri fanno gli straordinari.

Davide Grossi
<<Mi si nota di più se non vengo o se vengo ma sto in disparte?>> Sembra di sentire Nanni Moretti in sottofondo quando gioca Davide, che alterna giocate da numero 4 di grido a fasi di timidezza e buio totale. In mezzo, qualche acciacco dell'età. Se sta sul pezzo e non si mette a fare l'ariete contro la parete della palestra (il Gifra chiede ancora i danni), può essere determinante. Per chi, questo è tutto da vedersi.

Giulia Branca
La senatrice del gruppo women, nonostante la giovane età, è ormai avvezza ai palcoscenici importanti. Da anni ripropone la sua classe e il suo killer instinct, approfittandosi di avversari sprovveduti grazie ad un micidiale tiro dalla media. Su di lei abbiamo le stesse speranze degli spettatori di Jurassic World: non deve per forza lasciarci a bocca aperta come un tempo, ma almeno continui a farci sognare...

Ebram Mansur e Abanob Mansur
Stesse percentuali al tiro, stessi movimenti, stessa dedizione. Qualcuno dice anche stessa fidanzata. Le due torri gemelle egiziane hanno presto stupito per impegno, serietà e determinazione. Le specialità della casa? Ebram è già un artista dei blocchi, nessuno come lui nell'abbattere i difensori avversari con colpi proibiti. Abanob punta tutto sul suo caratteristico tiro "a sciabola", da lui inventato e brevettato dopo anni di esperimenti.

Michele Grossi
Allenatore/giocatore da ottobre, ha dispensato sapienza cestistica costruendo un team compatto grazie a competenza e simpatia tutta ligure. La sfida che lo attende è duplice: assicurare il suo contributo in campo - dove è senza dubbi il go to guy della San Martino - e fuori, dove ci si aspetta che dia ordine ad un gruppo volenteroso ma incostante. Parafrasando il mondo del cinema, lui è convinto che arriveranno momenti di gloria, mentre la dirigenza spera di non ritrovarsi con un allenatore...nel pallone.

Camilla Negri
Piccola e impertinente, Camilla è in forte dubbio per il torneo a causa degli esami di maturità. Mancheranno la sua grinta e la sua velocità fra le guardie, ma ubi maior minor cessat. Chissà se, fra un tema e un'equazione di secondo grado, sarà possibile intravedere un codino in mezzo al campo?

Matteo Gazzotti
In un team così leggero, Matteo è fondamentale nelle rotazioni dei "lunghi". Peccato che il vicepresidente/giocatore tra infortuni, festini, vita mondana e viaggi di lusso abbia saltato il 70% degli allenamenti. <<Ho il mio talento, che altro mi serve?>> ha recentemente dichiarato alla stampa. Certamente non mancheranno le sue zampate sotto canestro e i virtuosismi al tiro, la speranza è che la benzina non finisca subito.

Marta Cotta Ramusino
In linea con il vicepresidente, anche lei refrattaria a suicidi e flessioni. Marta ci sarà, studio permettendo, e promette battaglia: <<ho un passato in arti marziali e boxe. Intendo applicare gli stessi principi nel basket>>. Gli avversari sono avvisati.

Il pronostico:

La San Martino vince se... se le donne giocano come sanno, se il segnapunti è tromellese e se il mister riesce a distinguere i due gemelli Mansur

La San Martino perde se... se le ragazze avversarie sono troppo avvenenti, se i rivali hanno un pivot decente e se il mister non riesce a distinguere i gemelli Mansur



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