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sabato 10 maggio 2014

Lo sport per camminare insieme: Oltre le sbarre oggi


Il 15 maggio alle 21.00 nella sala riunioni comunale di Tromello riparte, per il terzo anno di fila, il progetto “Lo sport per camminare insieme”, che coinvolgerà la casa circondariale di Vigevano e una nutrita squadra di enti e associazioni. Motore dell’iniziativa ancora una volta l’Associazione sportiva San Martino, affiancata da Azione Cattolica diocesana, Centro Sportivo Italiano, Istituto Superiore Castoldi di Vigevano e Comune di Tromello. Evento inaugurale dell’edizione 2014 sarà la tavola rotonda “Oltre le sbarre, oggi: leggi, luoghi comuni e realtà delle nostre carceri”, alla quale parteciperanno Davide Pisapia, direttore della struttura carceraria, e Claudia Gaeta, responsabile dell’area educativa, insieme ad alcuni collaboratori. Verranno affrontati temi caldi quali la realtà carceraria locale e nazionale, i luoghi comuni ad essa riferiti, le esperienze di volontariato con i detenuti e l’ormai celeberrimo decreto “svuota-carceri”, tanto chiacchierato e poco conosciuto.
Il progetto dal 2012 ha coinvolto gli atleti della Asd San Martino Tromello e gli studenti del V anno del Castoldi, sia stimolando nei ragazzi una presa di coscienza della realtà carceraria locale e nazionale, sia permettendo loro l'incontro fisico, attraverso lo sport, con i detenuti e le detenute della casa circondariale. Obiettivo principale è sempre stato permettere ai partecipanti di educarsi al tendere la mano, senza giudizi, creando un’occasione per conoscere persone alla ricerca di riscatto e di relazioni. Si è voluto così avvicinare i partecipanti ad un mondo semisconosciuto di vite, errori e speranze, dimostrando ancora una volta quanto lo sport sia un potente mezzo di comunicazione. Da sfondo all’intero progetto, la convinzione che fede e talento non bastino, se al centro di tutto non c'è la persona.
Il progetto con la struttura carceraria di Vigevano, concepito nell’autunno 2011, si è concretizzato nella primavera dell’anno successivo: ad aprile si tenne l’incontro formativo “Oltre le sbarre”, che si rivelò un’occasione preziosa per cominciare a conoscere meglio un luogo spesso frettolosamente etichettato e giudicato. La formazione è stata sempre propedeutica e premessa indispensabile alle successive giornate di sport, tutte svoltesi nella casa circondariale: il torneo femminile di pallavolo (maggio 2012), il triangolare maschile di calcio a 7 (giugno 2012) con la partecipazione degli arbitri CSI. Nel 2013 si è deciso di dare continuità al progetto, proponendo in oratorio l’incontro “Il perdono responsabile”, con le testimonianze dei ragazzi (maggio) e il Cineforum con il film “Tutta colpa di Giuda”. In carcere hanno avuto luogo gli allenamenti di pallavolo con le detenute (maggio e dicembre) ed il quadrangolare maschile di calcio a 5. Seguito immancabile delle gare il “terzo tempo”, con il quale grazie ad un semplice rinfresco si è voluto sostare, lasciando del tutto da parte l’agonismo del gioco, per dare spazio al dialogo e all’incontro. Cercare di tradurre valori cristiani per renderli “vivi” e vivibili attraverso lo sport e l’incontro è da sempre nel progetto. La speranza è che queste idee riescano ad andare anche oltre le sbarre anche oggi, sempre consapevoli, però, che per educare bisogna prima lasciarsi educare.
“Lo sport per camminare insieme” continua, dunque, per dare continuità ad un gesto. Come per tutte le azioni che hanno valore (anche un semplice abbraccio!) è fondamentale dare continuità, far sì che esse non rimangano episodi isolati e occasionali. La continuità permette che non vada perso il bene delle relazioni, e allo stesso tempo consente di andare al cuore delle cose e di non restare in superficie, di non fermarsi alla prima tappa di un percorso. Per chi è piccolo poi, come le realtà dei nostri paesi, è essenziale aprirsi, cercare e non fuggire il contatto con la diversità. Per non restare “piccola” anche nel cuore e nelle relazioni, in questi anni di vita associativa la San Martino ha privilegiato il contatto con alcune “diversità” (disabili, ragazzi delle comunità per minori, detenuti) e ne è uscita arricchita. Non è stata beneficienza, bensì una palestra di umanità che ha fatto crescere persone e associazione. I detenuti, che i ragazzi hanno subito scoperto essere coetanei, hanno lasciato ai partecipanti un messaggio di speranza e amicizia.

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